venerdì 15 dicembre 2017

Morte accidentale di un anarchico

MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
regia teatrale di Dario Fo
con Dario Fo, Renato Carpentieri, Claudio Bisio
16 + 113 min. ITA 1987
Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1970, questa piéce di forte impegno politico venne ispirata dalla morte di Giuseppe Pinelli ingiustamente e pretestuosamente coinvolto nelle prime indagini sull'attentato di piazza Fontana. Per evitare censure, l'autore e futuro Premio Nobel spostò l'azione nel 1920, negli USA, facendo riferimento a quanto di analogo accadde all'anarchico Salsedo, presumibilmente suicidato dagli agenti dell'Fbi. Realizzata dalla Rai al Teatro Cristallo di Milano, la registrazione teatrale che vi propongo è invece datata 1987 e vede tra gli interpreti Claudio Bisio e Renato Carpentieri. La rappresentazione è introdotta da un breve monologo dello stesso Fo, che ho voluto mantenere.
Va da sè, questa proposta vuole ricordare una delle vittime di quella stagione di storia nazionale funestata dalla strategia della tensione.

Attorno alla figura di un matto, si snodano vicende di ordinaria follia questurina.

Qualitativamente accettabile (inutile ricercare DRF perfetti quando si ha a disposizione una fonte di qualità media) e di buon peso. Audio italiano ma nessun sottotitolo.

martedì 12 dicembre 2017

Z - L'orgia del potere

Z - L'ORGIA DEL POTERE (Z)
regia di Costa-Gavras
con Yves Montand, Jean-Louis Trintignan, Irene Papas
122 min. FRA/ALG 1969 
Chi segue con attenzione queste pagine sa che il 12 dicembre, anniversario della Strage di piazza Fontana, è per me una data da ricordare. E come gli anni scorsi, mi fornisce occasione per proporre un titolo che inviti alla lettura della storia europea più recente e alla riflessione sulla necessità della tenuta democratica. Oggi, almeno in Europa, gli scenari sono molto cambiati, la sostanza un po' meno...
Pellicola d'impegno politico, tratta dall'omonimo romanzo di Vasilis Vasilikos, ripercorre gli eventi che precedettero il colpo di stato dei Colonnelli in Grecia, pur senza mai menzionare esplicitamente l'ambientazione storica e geografica, come avveniva anche in Missing (già presente su queste pagine). Il quadro politico e sociale degli anni Sessanta è ben rappresentato attraverso lo sguardo critico degli autori.
Il film è tecnicamente ben fatto: una buona fotografia, fluidi movimenti di macchina, alcuni vezzi di montaggio per gestire i flashback, ottimo accompagnamento musicale. Sul piano della scrittura, l'intreccio è costituito dalle molteplici vicende dei numerosi personaggi, tutti ben delineati, anche sul piano estetico. Si avvale di buone prove attoriali, fondamentalmente drammatiche ma talvolta anche grottesche. Irene Papas, pur marginale, svetta. L'immagine sente un po' il passare del tempo, ma trasmette con la giusta crudezza la violenza di alcune situazioni.
Il sottotitolo dell'edizione italiana, pur fantasioso, è carico di suggestioni.

Per contenere l'espandersi di idee progressiste nel Paese, i vertici militari del Regno pianificano strategie  repressive che culminano nell'omicidio di un deputato da parte di un gruppo di squadristi.

Due parole sul rip. I fanatici dell'hd rimarrano forse delusi da un qualità dell'immagine un po' vissuta e dal drf un po' altino. Era da molto che volevo proporre questo titolo, ma faticavo a trovare le fonti. Recuperatene diverse, con l'aiuto di mkvmerge, audacity, subedit e ovviamente handbrake (oltre al binomio tempo-pazienza) ho fatto un fine lavoro di taglia e cuci sull'audio per riuscire a proporre un dvdrip con doppio audio (ita/fra originale) e sottotitoli (ita+ita di scene non tradotte/eng: mancano quelli francesi ma proprio non si trovano). Credo sia una bella rarità.

domenica 10 dicembre 2017

L'ingenua

L'INGENUA 
regia di Gianfranco Baldanello
con Ilona Staller, Giorgio Ardisson, Daniele Vargas
88 min. ITA 1975
Pochi, anche tra i più giovani, ignorano chi sia Ilona Staller. Di più sicuramente ignorano che le interpretazioni non-pornografiche dell'attrice (wikipedia le definisce "tradizionali"...) sono numericamente influenti nella sua carriera. Per carità, non sono certo produzioni di grande spessore autoriale (anche se lavorò con Lattuada e Jancsò) e rari sono i ruoli da protagonista, come nel titolo che vi propongo. Una pellicola leggera e stupida, tipica commediola scollacciata, tipica anni Settanta. Voliamo basso che l'essai arriva tra poco.
Il filone è quello della provincia truffaldina e porcella, un po' nello stile de La Pretora, anche qui rappresentata in Veneto e con forte utilizzo del dialetto italianizzato. I tratti distintivi del genere ci sono tutti: uomini presunti furboni e sicuri porcelli, donne apparentemente remissive e concretamente scaltre; su tutti, ovviamente, domina il tema dell'erotismo, meglio se adulterino, che si concretizza in diverse scene di nudo delle protagoniste, tra cui anche Orchidea De Santis, reginetta sexy dell'epoca.

Nell'ambito di una potente truffa, due amici/soci/complici cercano reciprocamente di rifilarsi fregature, contendendosi inoltre le grazie di una avvenente giovane di paese.

Pellicola molto disturbata, quindi codificata con poca attenzione verso gli indici qualitativi, ha audio e sottotitoli italiani. Peso ben più che accettabile.
Vietato ai minori di diciotto anni.

venerdì 8 dicembre 2017

L'assassino

L'ASSASSINO
regia di Elio Petri
con Marcello Mastroianni, Salvo Randone, Micheline Presle
93 min. ITA 1961
Primo lungometraggio del regista romano che si avvale dell'aiuto di Giuliano Montaldo, della scrittura di Tonino Guerra, della fotografia di Carlo di Palma, del montaggio di Ruggero Mastroianni.
Buono l'incedere dell'intreccio giallo e di una vicenda che pur dipanandosi lascia sempre margini di dubbio nello spettatore, con lieve calo nel finale e una scena di chiusura che svela la futura tendenza al grottesco dell'autore. Lo stesso non nasconde la sua inclinazione verso il cinema d'impegno civile e la sua avversione verso l'autoritarismo, altri pilastri del suo stile a venire.
Randone sarcastico commissario premiato col Nastro d'Argento, Mastroianni antipatico borghese con naturalezza.

Un antiquario cinico e arrivista viene accusato dell'omicidio della sua amante. La polizia non userà con lui le maniere con cui è abituato ad essere trattato.

Buona qualità (seppur da pellicola datata), buon peso, audio solo italiano, sottotitoli inglesi.

lunedì 4 dicembre 2017

Stereo / Crimes of the Future

STEREO
regia di David Cronenberg
con Ronald Mlodzik, Jack Messinger, Paul Mulholland
63 min. CAN 1969
CRIMES OF THE FUTURE
regia di David Cronenberg
con Ronald Mlodzik, Jon Lidolt, Tania Zolty
63 min. CAN 1970
Per la prima volta, invece di voler allungare il brodino come mia consuetudine, vi propongo in duplice rilascio le opere prime del regista canadese. Fondamentalmente questi motivi: sono due opere di forte intento sperimentale; in entrambe è assente il parlato e la narrazione viene condotta da una voce fuori campo; le propongo con il solo audio inglese ma con molteplici sottotitoli. 
Avvicinandosi già al tema della mutazione, che caratterizzerà la sua poetica e la sua cifra estetica a venire, il regista mostra fin da subito un'inclinazione alla speculazione psicologica che rivedremo anche nelle opere più mature. 
L'immagine è comunque molto curata, nella scenografia monumentale come nella fotografia assai ricercata. In buona sostanza, una proposta intellettuale, d'essai, per palati fini. Magari di non immediata digestione. I due titoli costituiscono comunque, oltre che testimonianza degli esordi dell'autore dietro la macchina da presa, un esempio di cinema in cui il forte slancio creativo sopperisce alla mancanza di mezzi (Stereo è girato in bianco e nero).

In un futuro assai prossimo, istituti dalle scenografie rarefatte sono i luoghi che fanno da cornice alle ricerche psico-fisiche e all'agire di inquietanti personaggi.

Rip da fonte disturbata, per l'età del girato e per i mezzi a disposizione del regista, comunque di qualità più che accettabile. Una piccola nota sulle durate: il due rip hanno framerate differenti e quindi appaiono della stessa lunghezza, cosa che non dovrebbe essere. Pardòn.

mercoledì 29 novembre 2017

Scooby Doo - Dove sei tu? [1]

SCOOBY DOO - DOVE SEI TU? (Scooby Doo, Where Are You!)
regia di Willam Hanna e Joseph Barbera
Prima stagione: 17 episodi x 19 min 
USA 1969
Cronache di poveri ripper atto terzo: diverso tempo fa lamentavo le difficoltà nel recuperare gli episodi di due serie che definii vintage. Una era The Flintstones, di cui ho proposto i primissimi episodi e chissà mai se riuscirò a completare. L'altra erano le prime due stagioni di Scooby Doo, Where Are You! Per quest'ultima, recuperato un cofanetto in biblioteca, dopo lunghi tentativi e artifici da sottonerd, dovetti gettare la spugna perché profondi solchi da arma da taglio impedivano l'estrazione dei dischi, se non a pezzi. Totale una decina di episodi su 25, e nemmeno in ordine... A distanza di mesi, recupero un'altra fonte ma alcuni episodi non hanno la traccia italiana... E via di taglia copia cuci...

Dopo questa lamentatio non petita, passiamo alla proposta.
Prodotto dal forte taglio commerciale, commissionato dalla CBS, studiato a tavolino, con forti limature della produzione, non brilla per rilievo tecnico: l'animazione e i movimenti sono lineari e minimali, con una indiscutibile tendenza al risparmio. L'intreccio di ogni episodio segue pedissequamente uno schema rigido e definito, per un target che rimane comunque infantile.
Molti però sono i punti forza di questa serie, che giudico ancora godibilissima. Innanzitutto la caratterizzazione dei personaggi, ben stereotipati e diversificati nei ruoli e nell'estetica, con una buona commistione grafica tra verosimile e caricaturale. Fondali ben dipinti. Pur affrontando gli archetipi del genere, l'ambientazione horror è di per sè originale e ogni storia rivela continui indizi ma svela solo alla fine il colpevole di turno, eliminando ogni apparenza di soprannaturale. 
Sicuramente non i migliori Hanna & Barbera nel panorama delle produzioni fine anni Sessanta (The Flintstones, Wacky Races), ma un posto di rilievo personalmente glielo riservo. Sotto questo titolo la serie conterà solo tre stagioni, ma il personaggio animerà infinite storie fino ai giorni nostri (ahinoi!).

Quattro giovani indagatori dell'incubo affiancati da un cane goffo, pusillanime e famelico affrontano mostri e dipanano misteri.

Per il rip mi sono posto l'obiettivo di ridurre al massimo il peso del rilascio: drf sui 24 (non sempre raggiunto, a fronte di un disturbo di fondo già nel materiale originale come si vede dall'ultimo screenshot) e sigle eliminate ma postate a parte. Totale: poco più di due giga per cinque ore e mezza di filmato con doppio audio e doppi sottotitoli.
Una piccola nota curiosa: il doppiaggio inglese del primo episodio contiene continue risate in stile sit-com.

martedì 21 novembre 2017

Scanners

SCANNERS
regia di David Cronenberg
con Jennifer O'Neill, Stephen Lack, Patrick McGoohan, Michael Ironside
99 min. USA 1981
Con questa pellicola, immediatamente successiva a The Brood, Cronenberg prosegue e amplia la sua ricerca sulla mutazione, questa volta affrontandola con un profilo sì horror, ma con una forte impronta fantascientifica di stampo classico. Queste due opere mostrano come il regista canadese goda della fiducia delle produzioni e di conseguenza di una maggiore disponibilità di budget.
Tecnicamente ben fatto, il film è supportato da effetti speciali sempre più elaborati, ma mantiene la tensione narrativa soprattutto grazie a una buona scrittura e a un intreccio accattivante, almeno per i tempi. Comincia forse a risentire del passare del tempo, più che Brood.

Individui dotati di grandi poteri telepatici sono oggetto contemporaneamente degli esperimenti di uno scienziato e delle mire di arricchimento di una multinazionale.

Buona qualità video, doppio audio (la traccia italiana non è proprio proprio eccezionale, già all'origine...), sottotitoli italiani. Vietato ai minori di 14 anni.